Una canzone per te, di Emily Pigozzi

51Ryv8z9gBLBuon pomeriggio, Booklovers!

Oggi vi parlo di un romanzo italianissimo, Una canzone per te di Emily Pigozzi, un’autrice che vi consiglio di conoscere se non avete letto ancora nulla di suo. Venite a immergervi in questa Toscana magica e romantica!

Sinossi:

Sono passati sei anni e la vita di Iris è stata completamente stravolta. Prima la morte del padre e poi quella del nonno l’hanno resa adulta di colpo, costringendola a mettere da parte i sogni e a lavorare sodo per non perdere la tenuta di famiglia in Toscana. Le manca tutto della sua spensierata adolescenza, le manca soprattutto Enea, che se n’è andato per inseguire la sua carriera di musicista senza guardarsi indietro, lasciandole solo ricordi e una canzone.
Poi all’improvviso rieccolo Enea, il ragazzo della sua adolescenza, ma anche l’uomo affascinante e di successo che è diventato. E ha una nuova canzone per lei.

Commento:

Iris ed Enea hanno un passato dolceamaro alle spalle. Iris è dovuta crescere in fretta, dopo la morte del padre e del nonno si è occupata della famiglia e della tenuta da ristrutturare e rilanciare. Enea è una star all’apice della sua carriera, ma ha perso le sue radici e sente il bisogno di tornare nel luogo in cui tutto è cominciato: nella sua Toscana. Enea e Iris sono stati l’uno il primo amore dell’altra. Potranno ricominciare e darsi una seconda possibilità? Entrambi si sono lasciati andare, non hanno creduto nella forza dei loro sentimenti, e Iris in più ha nascosto a Enea una cosa molto importante. Solo parlandosi a cuore aperto riusciranno a capire se c’è ancora un futuro per loro, conoscendosi di nuovo da capo, non come due ragazzini ma come un uomo e una donna.

Il punto forte di questa storia è senza dubbio l’ambientazione magica della Toscana. Ho sognato di passeggiare nel vigneto e sorseggiare vino insieme ai due protagonisti, ascoltando le canzoni suonate con la chitarra da Enea. Un altro punto di forza è la presenza della musica come leitmotiv della trama, infatti i due personaggi comunicano grazie alle note degli album di Enea e lui usa questo strumento per aprirle il suo cuore.

Una canzone per te è una favola romantica che ti fa credere nel destino e nell’importanza delle seconde possibilità. A volte non tutto è perduto per sempre.

Voto 8 e mezzo! Baci Booklovers e alla prossima!

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Cruel and beautiful, di A.M Hargrove e Terri E. Laine

41NUB0RemoLBuonasera, Booklovers!

Oggi vi mostro una recensione mooooltooo sofferta, visto che ho impiegato parecchio a scriverla e pubblicarla. Cruel and beautiful è stato un romanzo che, nel bene e nel male, mi ha segnato. Ecco a voi sinossi e commento, enjoy it!

Sinossi:

Cate Forbes, una studentessa zelante con un futuro pianificato con cura, non sa nulla sull’amore. Quando accetta un appuntamento al buio con un ragazzo che sembra essere una vera delizia per gli occhi, pensa di potersela cavare con una sola notte di divertimento, ma il piano di Cate fallisce subito, quando dà un’occhiata al sexy…
Drew McKnight, l’instancabile specializzando in Medicina e giocatore di hockey che sa cosa vuole: una carriera in Oncologia, e Cate. Malgrado abbia sentito dire che la fantastica bruna sia un po’ incostante nelle sue relazioni, una sola serata insieme non è ciò che lui ha in mente. Determinato ad averla a ogni costo, le mostra con esattezza quello che un futuro con lui potrebbe regalarle.
Però la vita ha altri piani, l’impensabile accade e tutto comincia ad andare in pezzi. Entrambi troppo coinvolti, dovranno combattere la crudeltà e aggrapparsi alla bellezza.

Commento:

Fiuuuuu… un po’ di coraggio e si comincia.

Non è facile recensire questo romanzo, quasi quanto lo è stato leggerlo. Così proverò a dire ciò che ne penso nell’ordine casuale dei miei pensieri.

Punto 1: ne sono rimasta sconvolta.

Non so perché e per come accada, ma ci sono romanzi o film che lasciano il segno, in un modo o nell’altro, e ti ritrovi a ripensarci per giorni. Incapace di “uscirne” veramente.

Mi è successo dopo la lettura di Io prima di te di J. Moyes e dopo la visione de Il bambino con il pigiama a righe. E anche dopo aver letto Cruel and Beautiful. Mi sento ancora immersa in questa storia e devo capire come venirne fuori.

Proverò a essere obiettiva: il romanzo non mi ha convinta del tutto. E con questo intendo dire che fino a circa il 90% il mio voto sarebbe stato 10 con lode, giuro, davvero, mi era piaciuto tanto nonostante qualche piccolo dettaglio, ma a un certo punto succede una cosa, scopro un colpo di scena che, da tonta quale sono, non avevo intuito. A quel punto ho preso il kindle e l’ho lanciato in aria.

Non per modo di dire, l’ho proprio lanciato. E io considero quel dispositivo il mio terzo braccio, per farvi capire quanto ci tengo. Mi sono incazzata come poche volte nella mia vita per un libro. Mi sono dovuta calmare per convincermi a finirlo, perché non riesco davvero a lasciare i libri in sospeso, proprio non ci riesco.

Punto 2: è un romanzo troppo lungo per la storia contenuta. Appare evidente che l’autrice, o le autrici, hanno infilato nel mezzo scene riempitive solo per allungare il brodo. E farci soffrire ancora di più alla fine! Maledette loro!!!!!

Punto 3: più Drew nel mondo. Ho apprezzato tanto il messaggio che viene fuori dal libro: il bad boy non è l’ideale di uomo che ogni donna dovrebbe avere. Viva i bravi ragazzi! L’ho sempre detto e sempre lo dirò. Sono tutto tranne che noiosi, e Drew ne è la prova. Le stesse donne che dicono: io amo i cattivi ragazzi, blablabla, sono le stesse che due mesi dopo si lamentano per le corna. Hai voluto la bicicletta? E allora pedalaaaaa!

Punto 4: Troppo angst. Io sono la regina del dramma eppure ho faticato a leggere alcune parti. Questo romanzo è un’angoscia continua, davvero, senza un minuto di respiro.

Che posso aggiungere? Non riesco a farmene una ragione, anche perché so che è tratto da una storia vera. Dovrò leggere commedie frivole per almeno un mese per riprendermi. Impresa difficile.

Voto alla lettura… allora… fino al 90% del libro avrei dato dieci, nonostante le parti riempitive, dopo il colpo di scena 2 per rabbia. Quindi… direi 6, una buona media.

Baci Booklovers e alla prossima!

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La stazione dei bagagli smarriti, il mio ultimo romanzo!

cover-ebook-1875x2560_300dpiBuonasera, Booklovers!

Finalmente oggi è uscito il mio ultimo romanzo, terzo capitolo della serie The orphanage: La stazione dei bagagli smarriti! ❤ Attendevo questo giorno da mesi ed eccolo qui, e come ogni volta sono agitata, emozionata e carica come non mai. Ma andiamo al “sodo”, ecco tutte le info e il link d’acquisto se siete interessati a conoscere Daniel e Ivory!

Titolo: La stazione dei bagagli smarriti (The orphanage series #3)

Autore: Ornella De Luca

Data di uscita: 4 luglio 2018

Prezzo: 0,99 il digitale; 15,63 il cartaceo

Editore: Self

Genere: Contemporary romance

Sinossi:

Fratello e sorella per la legge. Anime gemelle per i loro cuori.

Daniel Wright vive secondo regole ben precise.
Sa che ogni mattina deve svegliarsi due ore prima dell’inizio delle lezioni per andare a correre, farsi una doccia, prendere un caffè e attraversare la città grazie ai mezzi pubblici, arrivando al college almeno cinque minuti in anticipo.
Sa che, finito il turno serale come barman, dormirà al massimo quattro ore prima di ricominciare la giornata ancora una volta. E ancora una volta.
Ogni minuto della sua vita è programmato con precisione chirurgica, e la medicina è proprio la sua vocazione.
Il presente è gestibile, il futuro è organizzabile, ma il passato non si può cambiare.
É l’unica ferita che Daniel non sa suturare.

Ivory Wright è adrenalina pura.
Ama viaggiare zaino in spalla, fare bungee jumping, sparare al poligono di tiro e scalare pareti rocciose.
Il brivido causato da ogni attività ad alta tensione l’aiuta a mantenersi in vita, come un defibrillatore che ha il potere di riesumare per un istante la parte di sé ormai morta.
La solitudine, il rifiuto, la povertà, la fame, l’autolesionismo, tutto può essere superato grazie al desiderio di esistere e di lasciare un segno in questo mondo.
Un obiettivo raggiunto grazie a “La stazione dei bagagli smarriti”, il locale che ha aperto a New York con tanti sacrifici, un posto magico dove si realizzano i sogni delle persone e si ritrovano i “bagagli smarriti” degli sfortunati viandanti.
Peccato sia proprio la valigia contenente il suo cuore quella che Ivory non riesce a trovare.
Il bagaglio dimenticato in una stazione deserta, nell’eterna attesa di qualcuno che è partito e non è mai più tornato. L’amore che la sorte le ha donato, che la sorte le ha tolto.

La stazione dei bagagli smarriti è un viaggio tra passato e presente nelle vite dei due protagonisti.
Dall’incontro che li ha resi prima amici e poi fratelli, alla gara contro il tempo per cambiare il corso degli eventi e perdonare infine se stessi.
Ma un testamento milionario, un segreto nascosto per viltà, un gatto pasticcione in cerca dei suoi padroni e una berlina scura appostata dietro l’angolo cambieranno le carte in tavola per sempre.
La stazione dei bagagli smarriti è il terzo volume della serie The orphanage, che segue le vicende di cinque amici, rimasti orfani e cresciuti insieme nella spettrale “Villa Sullivan”.

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La sala da ballo, di Anna Hope

51JbeKxS0JLBuongiorno, Booklovers!

In occasione dell’ultimo incontro del Just Bookclub per la stagione 2017/18, abbiamo letto il romanzo storico La sala da ballo di Anna Hope. Avevo trovato questo titolo in rete e la trama mi aveva subito colpito, eppure la lettura non mi ha convinto del tutto.

Sinossi:

Inghilterra, 1911. In un manicomio al limitare della brughiera dello Yorkshire, dove uomini e donne vivono separati gli uni dagli altri da alte mura e finestre sbarrate, c’è una sala da ballo grandiosa ed elegante, con tanto di palcoscenico e orchestra. In questo luogo sognante e raffinato, i pazienti si ritrovano una volta alla settimana per danzare: qui hanno la possibilità di sentirsi liberi, di mostrare i sentimenti, di muovere i loro corpi in libertà. I desideri lungamente messi a tacere tornano ad agitare con prepotenza i cuori dei protagonisti. Proprio nella sala da ballo Ella Fay, una giovane operaia ricoverata contro la sua volontà per una crisi isterica, conosce John Mulligan, un uomo dalla sensibilità fuori del comune, che soffre di depressione in seguito a un trauma. Complice del loro incontro è Clem, una paziente affetta da manie suicide, che aiuta Ella a leggere i messaggi di John. A occuparsi di loro c’è il dottor Fuller, un medico ossessionato dall’eugenetica e fermamente convinto che la musica e la danza possano aiutare nella cura delle malattie psichiatriche.
Quattro personaggi che intrecciano le loro storie in un affresco originale e carico di significati profondi: i loro dolori e le loro frustrazioni sono anche i nostri, come pure la danza liberatoria, il coraggio di gridare, la voglia di cambiare.

Commento:

La sala da ballo è un romanzo che comincia un po’ a rilento, nonostante sia naturale una parte introduttiva che conduca per mano al fulcro della storia e ai personaggi. Ci troviamo in un manicomio di inizio secolo, agli albori dell’eugenetica, nella Gran Bretagna pre Grande Guerra. Tra veri malati di mente, si trovano ad essere ricoverati molti sventurati che, per povertà o per cattiva sorte, vengono considerati folli e rinchiusi contro la loro volontà. Una di loro è Ella, che sta pagando la pena per aver rotto un vetro nella filanda dove lavorava. La sala da ballo è un romanzo visto da tre punti di vista: quello di Ella, quello di John, un irlandese rinchiuso per “malinconia”, dopo la perdita della figlia, e Charles, uno dei dottori della struttura.

Il personaggio che ho preferito è John, che dietro i suoi silenzi nasconde un animo buono, che ha voglia di ricominciare e lasciarsi andare ancora all’amore. Con la sua silente gentilezza cattura il cuore di Ella, seppur a distanza, visto che vivono in ale diverse del manicomio, grazie a delle lettere e ai momenti nella sala da ballo dell’istituto. Luogo dove si prova a migliorare le condizioni di vita degli internati grazie alla musica.

Ma il personaggio di certo più complesso è Charles, medico che reprime la sua omosessualità e vive in uno stato di frustrazione perenne. E prova a “curare” negli altri ciò che dovrebbe imparare ad accettare in se stesso: la diversità.

L’eccessiva lentezza della narrazione, tranne il pezzo centrale, e un finale che lascia l’amaro in bocca sono le due principali ragioni che mi portano a non dare un alto voto a questo romanzo, che resta sulla sufficienza.

Voto: 6! Baci, Booklovers e alla prossima!

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Harry Potter e La camera dei segreti, di J.K. Rowling

71u6uxREbtLBuongiorno, Booklovers!

Sto avanzando velocemente, in parallelo ad altre letture, con la saga di Harry Potter e ho sempre più curiosità di andare avanti e arrivare ai capitoli più emozionanti della serie. Oggi vi parlerò di Harry Potter e La camera dei segreti, mentre procedo con la lettura del terzo romanzo 😉

Trama:

A Hogwarts il nuovo anno scolastico s’inaugura all’insegna di fatti inquietanti: strane voci riecheggiano nei corridoi e Ginny sparisce nel nulla. Un antico mistero si nasconde nelle profondità del castello e incombe ora sulla scuola, toccherà a Harry, Ron e Hermione risolvere l’enigma che si cela nella tenebrosa Camera dei Segreti…

Commento: 

Harry Potter e La camera dei segreti continua la saga del famoso maghetto e si configura ancora come un romanzo fantasy per ragazzi, breve e dalla scrittura molto semplice. Come nel primo volume della serie, ho notato una particolare attenzione iniziale alle vicende della famiglia Dursley e alle disavventure di Harry nel mondo dei Babbani, parte che nella pellicola è stata ridotta per esigenze cinematografiche fino all’osso. Harry Potter e La camera dei segreti è sempre stato uno dei miei film preferiti della saga e in effetti anche il libro mi ha piacevolmente sorpreso rispetto al primo: maggiori intrecci, più attenzione alla descrizione del castello di Hogwarts, dei suoi abitanti e anche delle materie di studio. Ho trovato un po’ paradossale la parte finale (ovviamente “paradossale” in un libro fantasy è da intendersi in senso lato), durante la quale il famoso Albus Silente, il mago migliore del mondo, se ne stava nel suo studio a confortare la famiglia Weasley mentre il compito di combattere Voldemort nella camera dei segreti toccava a un ragazzino armato di un vecchio cappello parlante e di una fenice. Boh.

Tutto sommato la saga di Harry Potter migliora di romanzo in romanzo, adesso sono al terzo, e non vedo l’ora di leggere la famosa svolta dark della storia.

Voto… 7 e mezzo! Baci Booklovers e alle prossime letture!

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Vertigo, di Katharine McGee

978885664836HIG_307821fa074155a8185edb0dfd4f92f3Buon pomeriggio, Booklovers!

In questi giorni sono passata dallo storico al giallo, dal giallo a un young adult sci-fi con un tocco distopico, sto parlando dell’attesissimo Vertigo di Katharine McGee, seguito di The tower -Il millesimo piano. L’estate scorsa avevo divorato il primo volume in appena due giorni e, inutile dirlo, ero rimasta tesa come una corda di violino dopo il finale che rasenta il cliffhanger (che io detesto!). Anche stavolta non sono rimasta del tutto soddisfatta, dato che si tratta di una trilogia, e attendo con ansia il terzo e ultimo volume, in uscita ad agosto in lingua originale.

Trama:

Il Tower è una meraviglia che svetta nel cielo di Manhattan. Lungo i mille piani della torre più tecnologica e futuristica del mondo, cinque ragazzi nascondono segreti inconfessabili. Leda farebbe qualsiasi cosa per cancellare il giorno peggiore della sua vita. Watt vorrebbe gettarsi il passato alle spalle, ma Leda continua a non dargli tregua, ricattandolo per raggiungere i suoi fini. Rylin ha per le mani la migliore occasione che le sia mai capitata: una borsa di studio per una scuola dei piani alti. Ma significherebbe vedere ogni giorno il ragazzo a ui ha spezzato il cuore. Avery desidera solamente stare con la persona che ama, pur sapendo che è l’unica al mondo che non potrà mai avere. E poi c’è Calliope, così misteriosa, affascinante… e determinata a fare quello che ha sempre fatto: dimostrare di essere la più furba di tutti. Nell’ombra qualcuno li segue, mosso da un unico obiettivo: la vendetta.
E in una torre alta mille piani un semplice passo falso può significare una caduta devastante.
New York, 2118.

Commento:

(SPOILER PER CHI NON HA LETTO THE TOWER)

Dopo la tragica morte di Eris Dodd-Radson, gli animi di tutti i protagonisti sono in subbuglio, soprattutto quello di Leda, che ha spinto Eris giù dal tower, anche se involontariamente. Leda è divorata dai sensi di colpa e reagisce come una gatta che tira fuori gli artigli: ricatta tutti i presenti all’incidente e tormenta se stessa con incubi e flashback. Watt cerca un modo per liberarsi dal ricatto di Leda e prova a farsela amica…

Avery e Atlas continuano la loro relazione clandestina, ma si trovano ad affrontare tutti i problemi e gli impedimenti che la loro unione comporta. Rylin vince una borsa di studio istituita in onore di Eris e a scuola si ritrova faccia a faccia con Cord, il suo ex, e con Leda, la ragazza che la ricatta.

Vertigo è la naturale continuazione di tutte le sottotrame che avevamo lasciato in sospeso con The tower, forse la storia che mi ha “stupito” di più è stata quella di Leda, che ha subito l’evoluzione maggiore come personaggio. E non dimentichiamoci di Calliope, il nuovo elemento che arriva a scombinare gli equilibri, già precari, dell’elite di New York.

Personalmente la trama che mi interessava di più era quella relativa a Cord e Rylin, di certo secondaria rispetto alle altre, ma ai miei occhi più accattivante e purtroppo sono rimasta delusa dalla scarsa attenzione che è stata riservata ai miei due beniamini, mai una gioia proprio, e spero solo che nel terzo ci siano più scene riservate a loro.

Leda, purtroppo, nonostante l’evoluzione e il suo passaggio al “bene”, continua a essere il personaggio che meno è riuscito a entrare in sintonia con me. All’inizio di Vertigo avviene un altro omicidio e sin dal principio ho sempre sperato fosse lei la vittima, per farvi capire il mio grado di interesse per lei…

Calliope. Ma dico io… di stronze opportuniste non ne avevamo abbastanza in The tower? No, aggiungiamone un’altra.

Avery. Lei mi fa lo stesso effetto di Serena Van Der Woodsen di Gossip Girl (non ditemi che non è la copia perfetta perchè è una bugiaaaa). Troppo perfetta, o almeno all’apparenza, ma dentro la vedo marcia come tutti, o come quasi tutti.

Termino col dire che i miei personaggi preferiti restano Cord, Rylin, Watt e NADIA (the best proprio).

Voto al romanzo… 8! Baci Booklovers e alla prossima!

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La scomparsa di Stephanie Mailer, di Joël Dicker

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Ho finalmente terminato, in soli quattro giorni, l’ultima chicca firmata Joël Dicker, La scomparsa di Stephanie Mailer, un romanzo dalla mole imponente (più di 700 pagine) che si legge tutto d’un fiato! Per dare un’occhiata alla mia recensione per il sito ‘900letterario cliccate qui, altrimenti spulciate il mio commento, baci!

Sinossi:

0 luglio 1994. La cittadina di Orphea, stato di New York, si prepara a inaugurare la prima edizione del locale festival teatrale, quando un terribile omicidio sconvolge l’intera comunità: il sindaco viene ucciso in casa insieme a sua moglie e suo figlio. Nei pressi viene ritrovato anche il cadavere di una ragazza, Meghan, uscita di casa per fare jogging. Il caso viene affidato e risolto da due giovani, promettenti, ambiziosi agenti, giunti per primi sulla scena del crimine: Jesse Rosenberg e Derek Scott. 23 giugno 2014. Jesse Rosenberg, ora capitano di polizia, a una settimana dalla pensione viene avvicinato da una giornalista, Stephanie Mailer, la quale gli annuncia che il caso del 1994 non è stato risolto, che la persona a suo tempo incriminata è innocente. Ma la donna non ha il tempo per fornire le prove, perché pochi giorni dopo viene denunciata la sua scomparsa. Che cosa è successo a Stephanie Mailer? Che cosa aveva scoperto? Se Jesse e Derek si sono sbagliati sul colpevole vent’anni prima, chi è l’autore di quegli omicidi? E cosa è davvero successo la sera del 30 luglio 1994 a Orphea? Derek, Jesse e una nuova collega, la vicecomandante Anna Kanner, dovranno riaprire l’indagine, immergersi nei fantasmi di Orphea. E anche nei propri.

Commento:

Trenta personaggi principali, flashback fra passato e presente, continui depistaggi che fanno rimbalzare il lettore da un sospettato all’altro: questa è la formula de La scomparsa di Stephanie Mailer. Più di settecento pagine che si leggono tutte d’un fiato, merito dello stile accattivante dell’autore che sa come mantenere l’attenzione sempre sul filo del rasoio.

Il lettore si ritrova a sospettare di tutti e nessuno, a trattenere il fiato per ogni colpo di scena, ma ben consapevole che quello più importante sarà solo nelle ultime venti pagine, coloro che saranno oggetto di indagine prima di quel momento alla fine verranno scagionati dalla confessione del vero colpevole.

Come successo con La verità sul caso Harry Quebert, anche qui ho notato degli elementi di base, probabilmente propri dello stile di Dicker: la mole imponente del romanzo, l’attenzione spasmodica per i dettagli e per la storia di tutti i personaggi, meno considerazione per il finale e per lo scioglimento dell’indagine, che risulta meno importante di tutto il percorso che l’ha preceduta e per questo non soddisfa mai pienamente. Dicker ama “giocare” con il lettore, portandolo prima da una parte e poi dall’altra, distorce la realtà varie volte prima di mostrare la verità, che è mostrata quasi come una concessione ultima, la meta di un viaggio che il lettore non vuole mai davvero terminare.

Un’altra particolarità di Dicker è la caratterizzazione grottesca delle vittime. Di solito sono personaggi dal passato marcio, che subito suscitano antipatia nel lettore, che quasi “giustifica” in parte l’operato dell’assassino misterioso. Anche gli altri personaggi sono ben caratterizzati, ognuno ha una sua storia, ognuno merita attenzione, in alcuni tratti anche troppa, visto che i continui flashback a volte sviano l’attenzione dall’indagine iniziale e possono “irritare” il lettore e dilungare la storia in maniera eccessiva.

La scomparsa di Stephanie Mailer conferma Joël Dicker come un autore di indubbio talento, che ha grande padronanza della sua penna e che ha solo bisogno di affinarsi ancora negli anni e, data la sua giovane età, trentadue anni, ha tutto il tempo per farlo.

Voto alla lettura… 9! Baci, Booklovers, e alle prossime letture!

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