Come due stelle, di Emily Pigozzi

41coYgK3KvLBuongiorno, booklovers!

Oggi sono qui per segnalarvi una “chicca” deliziosa, un racconto fresco e appassionante che consiglio a chi ha già letto Figli delle stelle di Emily Pigozzi, ossia Come due stelle.

Trama:

Lui mi bacia, finalmente. Io lo bacio.
Così forte, con passione pura, come mai ero stata baciata prima di adesso.
Un qualcosa che ridefinisce il concetto di bacio, qualcosa che somiglia a un terremoto, un evento atmosferico distruttivo.
Questo è l’effetto che mi fa Alessandro.
Le nostre bocche si schiudono, le lingue saggiano il sapore l’uno dell’altra, senza ragione se non quella di desiderarsi.
E senza nessuna intenzione di smettere.
Aida ha solo sedici anni, un corpo perfetto, un sorriso da urlo e le idee chiare.
Vuole diventare famosa, avere successo, scappare via dalla sua famiglia indifferente.
Alessandro ne ha ventuno e un grande obiettivo: diventare un campione di Formula Uno.
Una sola regola per entrambi: nessuno spazio per i sentimenti.
Non c’è tempo per innamorarsi.
Fino a che non si trovano a vivere sotto lo stesso tetto…

Commento:

Si tratta di un racconto spoiler free, un prequel del romanzo Figli delle stelle che può essere letto a parte, ma che consiglio dopo la lettura del libro principale, per poter meglio apprezzare i vari personaggi. Aida è una ragazza con le idee chiare, avevo alcuni pregiudizi su di lei dalla lettura di Figli delle stelle, ma devo dire che nella versione adolescente è molto più simpatica e dolce. Alessandro, beh, l’ho trovato un po’ come la matrice di Rafael: coraggioso, passionale, gentile e sognatore. Ora capisco meglio cosa l’uno ha visto nell’altra, la voglia di vivere e di farcela nonostante tutto, elementi che entrambi hanno dato in eredità al figlio Rafael.

Una chicca primaverile per trascorrere un’ora incollati al Kindle.

Voto al racconto, 7+! Baci, Booklovers, e alla prossima!

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Harry Potter e il Principe Mezzosangue, di J.K. Rowling

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Oggi, in occasione della Giornata Mondiale del Libro, posto la recensione del penultimo romanzo della serie di Harry Potter, una piacevole risalita dopo l’Ordine della Fenice che, come forse ricorderete, non mi era piaciuto particolarmente.

Sinossi:

È il sesto anno a Hogwarts e per Harry niente è più come prima. L’ultimo legame con la sua famiglia è troncato, perfino la scuola non è la dimora accogliente di un tempo. Voldemort ha radunato le sue forze e nessuno può più negare il suo ritorno. Nel clima di crescente paura e sconforto che lo circonda, Harry capisce che è arrivato il momento di affrontare il suo destino. L’ultimo atto si avvicina, sarà all’altezza di questa sfida fatale?

Commento:

Il Principe Mezzosangue si classifica, al momento, al secondo posto della mia personale lista dei libri di Harry Potter, subito dopo Il Calice di Fuoco. Avevo appena finito L’Ordine della Fenice, che mi era sembrato lungo 5059894040 pagine per quanto era lento, e il cambiamento si è sentito, eccome. Il Principe Mezzosangue ha un ritmo molto più veloce ed è pregno di avvenimenti, dai maldestri tentativi di Malfoy per avvelenare Silente, ai sospetti su chi sia davvero questo “principe mezzosangue”, per poi passare attraverso i vari sconvolgimenti amorosi dei protagonisti, finalmente aggiungerei!

Ho trovato appassionante soprattutto la parte dei “racconti di Silente” in cui si spiega bene chi era Voldemort un tempo, parte che non esiste (o perlomeno è molto ridotta) nei film. Anche la scena finale del funerale di Silente è stata davvero profonda e ha rappresentato un passaggio di testimone verso l’ultimo, diversissimo, romanzo della serie, che ho già cominciato e non vedo l’ora di finire: I Doni della Morte.

Una piccola parentesi la faccio sul personaggio di Harry Potter, per fortuna ha perso il piglio insopportabile che lo contraddistingueva nell’Ordine della Fenice, in cui sembrava in piena crisi adolescenziale concentrata a mille. Menomale!

Voto al romanzo…7 e mezzo! Baci, Booklovers, e alle prossime letture!

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Un intero attimo di beatitudine, di Chiara Parenti

41ElxTdVleLBuon pomeriggio,

in questa giornata primaverile sono qui a parlarvi di un romanzo Young Adult dolcissimo e toccante, nato dalla penna di Chiara Parenti: Un intero attimo di beatitudine.

Sinossi:

Arianna Brandi non è certo una ragazza che passa inosservata: capelli rossi come il fuoco e occhi pieni di rabbia. La rabbia di chi ha già perso tutte le cose che contano davvero: la famiglia, l’innocenza, la voglia di credere nel futuro. Infatti, da quando il padre se n’è andato, sparito nel nulla senza lasciare traccia, la vita di Arianna non è stata più la stessa. Qualcosa si è spezzato, e lei ha cercato rifugio nelle compagnie sbagliate, tra alcol, feste e notti infinite. Le cose cambiano il giorno in cui Arianna viene bocciata e la madre la costringe a lavorare nel bar di un piccolo paese alle porte di Siena. Per Arianna quello è l’inferno, l’estate peggiore che possa immaginare. Almeno fino al momento in cui incontra Daniel. Lui è tutto ciò che Arianna non è: timido, riservato, serio. Se ne sta seduto in un angolo del bar con una vecchia macchina fotografica tra le mani, sempre solo. Tra i due l’amore scoppia come una scintilla inaspettata, sorprendente. Lui la trascina nel suo universo misterioso, lei trova il modo di ricucire i pezzi della propria vita. Daniel sembra essersi materializzato dal nulla per salvarla, per portarla via sul suo cavallo bianco come un cavaliere dall’armatura scintillante. Eppure Arianna non sa che il ragazzo che le ha rubato il cuore nasconde un segreto. E che, forse, sarà lei a salvare lui. Dalla penna di un’autrice straordinaria, una storia romantica e indimenticabile sull’amore e sulle seconde possibilità. Quelle che la vita ci regala, sempre e comunque.

Commento:

Un intero attimo di beatitudine è uno di quei romanzi che vanno ingeriti e metabolizzati prima di divenire oggetto di recensione. Lascia il segno, per così dire.

Se l’impressione sia positiva o negativa, è una questione del tutto soggettiva, ma ciò che è innegabile è che, terminata l’ultima pagina, non si riesca facilmente a lasciar andare Arianna e Daniel.

Io ho fatto l’imperdonabile errore di concludere la lettura in piena notte, tant’è che non riuscivo più a prendere sonno, dopo!

Arianna è pura adrenalina, non la classica eroina da romanzo Young Adult, qui sta il bello. Ma un personaggio che si comprende col tempo. All’inizio si vedono solo la sua aria da bulletta e l’arroganza della gioventù, ma pagina dopo pagina si sfoglia come una cipolla, lasciando intravedere il cuore sofferente di un’anima fragile, che per difendersi sa solo graffiare.

Daniel è pura poesia. A differenza di Arianna, Daniel si ama sin da subito.

Si capisce presto che c’è qualcosa che nasconde, lo avevo intuito dalle prime pagine, ma nonostante questo dettaglio sia palese, mi ha stupito la dolcezza e la profondità sprigionate da questo ragazzo.

Arianna e Daniel assieme sono una musica bellissima.

Una menzione a parte meritano i personaggi secondari, soprattutto Carlito (buffo e saggio). Sono convinta che il talento di un autore si veda anche dal modo in cui gestisce le sottotrame. E qui il livello è altissimo.

Non posso svelare nulla sulla conclusione della storia perché, incredibilmente, mi ha stupito. Ciò che immaginavo all’inizio non si è concretizzato, e ciò che ho letto verso la fine mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca. Dopo una lettura toccante e appassionante mi aspettavo un finale diverso, non vi dico quale, ma diverso. Sarà perché io non sono una fan estrema dell’angst, ma speravo in una gamma possibile di altri finali alternativi, parere del tutto soggettivo.

La scrittura di Chiara Parenti è, come al solito, pulita, diretta, divertente in alcuni tratti, lirica in altri. I dialoghi catturano, le descrizioni emozionano per la loro vividezza, nitide come le fotografie scattate da Daniel.

Un intero attimo di beatitudine è una chicca da leggere in questo periodo primaverile, per assaporare la primavera della vita e la voglia struggente di vita.

Voto alla lettura 7+! Baci, Booklovers e alla prossima!

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Le sette morti di Evelyn Hardcastle, di Stuart Turton

515F8fN1e-L._SX322_BO1,204,203,200_Baci, booklovers!

Siete pronti a perdervi nell’enigma di Blackheath, una tenuta da incubo in cui si consuma un efferato delitto? Riuscirà Aiden a risolvere il giallo de Le sette morti di Evelyn Hardcastle?

Sinossi:

Blackheath House è una maestosa residenza di campagna cinta da migliaia di acri di foresta, una tenuta enorme che, nelle sue sale dagli stucchi sbrecciati dal tempo, è pronta ad accogliere gli invitati al ballo in maschera indetto da Lord Peter e Lady Helena Hardcastle. Gli ospiti sono membri dell’alta società, ufficiali, banchieri, medici ai quali è ben nota la tenuta degli Hardcastle. Diciannove anni prima erano tutti presenti al ricevimento in cui un tragico evento – la morte del giovane Thomas Hardcastle – ha segnato la storia della famiglia e della loro residenza, condannando entrambe a un inesorabile declino. Ora sono accorsi attratti dalla singolare circostanza di ritrovarsi di nuovo insieme, dalle sorprese promesse da Lord Peter per la serata, dai costumi bizzarri da indossare, dai fuochi d’artificio. Alle undici della sera, tuttavia, la morte torna a gettare i suoi dadi a Blackheath House. Nell’attimo in cui esplodono nell’aria i preannunciati fuochi d’artificio, Evelyn, la giovane e bella figlia di Lord Peter e Lady Helena, scivola lentamente nell’acqua del laghetto che orna il giardino antistante la casa. Morta, per un colpo di pistola al ventre. Un tragico decesso che non pone fine alle crudeli sorprese della festa. L’invito al ballo si rivela un gioco spietato, una trappola inaspettata per i convenuti a Blackheath House e per uno di loro in particolare: Aiden Bishop. Evelyn Hardcastle non morirà, infatti, una volta sola. Finché Aiden non risolverà il mistero della sua morte, la scena della caduta nell’acqua si ripeterà, incessantemente, giorno dopo giorno. E ogni volta si concluderà con il fatidico colpo di pistola. La sola via per porre fine a questo tragico gioco è identificare l’assassino. Ma, al sorgere di ogni nuovo giorno, Aiden si sveglia nel corpo di un ospite differente. E qualcuno è determinato a impedirgli di fuggire da Blackheath House…

Commento:

Non avete mai letto nulla del genere, ne sono certa.

Le sette morti di Evelyn Hardcastle è un romanzo difficile da definire, un po’ cluedo, un po’ Downton Abbey, un po’ disturbante come Black Mirror. Aiden Bishop per uscire dalla trappola di Blackheath deve risolvere l’enigma della morte di Evelyn Hardcastle, che si ripeterà ogni sera alle undici per otto giorni. Se Aiden non riuscirà nell’intento, gli verrà cancellata la memoria ancora una volta e ripartirà dall’inizio, in un ciclo infinito. Un romanzo disturbante e appassionante, da divorare fino all’ultima pagina. Ma andiamo al succo, analizziamo vari punti:

  • La componente di giallo. Io non avevo capito un tubo fino alla fine, si tratta di un mistery ben congegnato, la cui soluzione non mi ha delusa, affatto.
  • La componente di fantascienza e distopia. Sembra un puzzle costruito come il peggiore degli incubi, ambientato in una sorta di realtà parallela, non saprei spiegarlo.
  • La componente narrativa. Trama orchestrata benissimo, un po’ confusionaria a tratti, ma è ovvio quando ci sono così tanti punti di vista.

L’unico appunto che mi sento di fare è su alcune incongruenze, ma perdonabili all’interno di un intreccio così vasto.

Voto alla lettura… 9 e mezzo! Super consigliato! Baci, booklovers, e alle prossime letture.

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L’assassinio di Florence Nightingale Shore, di Jessica Fellowes

51f1HSF+8iLBuonasera, Booklovers!

Torno al genere giallo con un romanzo di ambientazione storica sullo stile di Agatha Christie. Sto parlando del primo volume della serie de I delitti Mitford, ossia L’assassinio di Florence Nightingale Shore, di Jessica Fellowes.

Trama:

Il 12 gennaio 1920 l’infermiera Florence Nightingale Shore arriva a Victoria Station nel primo pomeriggio, in taxi, un lusso che ritiene di meritare a un passo dalla pensione e dopo una vita di sacrifici. Il mezzo di trasporto si intona, infatti, alla sua pelliccia nuova, regalo che si è concessa per il compleanno e che ha indossato per la prima volta solo il giorno precedente. Dopo aver acquistato un biglietto di terza classe per Warrior Square, Florence Nightingale Shore si accomoda nell’ultimo vagone, dove attende che il treno si metta in movimento. Poco prima della partenza nel suo scompartimento entra un uomo con un completo di tweed marrone chiaro e un cappello. È l’ultima volta che qualcuno la vedrà viva.
Il giorno stesso, sulla medesima tratta, la diciottenne Louisa Cannon salta giù da un treno in corsa per sfuggire all’opprimente e pericoloso zio, che vorrebbe sanare i propri debiti «offrendo» la nipote a uomini di dubbia reputazione. A soccorrerla è un agente della polizia ferroviaria, Guy Sullivan, un ragazzo alto e allampanato, gli incisivi distanti e gli occhiali spessi e tondi che gli scivolavano sempre sul naso. Affascinato dalla determinazione della giovane, Guy si offre di aiutarla a raggiungere Asthall Manor, nella campagna dell’Oxfordshire, dove la ragazza deve sostenere un colloquio di lavoro come cameriera addetta alla nursery presso la prestigiosa famiglia Mitford.
Louisa riesce a farsi assumere, divenendo istitutrice, chaperon e confidente delle sei sorelle Mitford, specialmente della sedicenne Nancy, una giovane donna intelligente e curiosa con un talento particolare per le storie, talento che le permetterà poi di essere una delle più sofisticate e brillanti scrittrici britanniche del Novecento.
Sarà proprio la curiosità di Nancy a spingerla a indagare, con l’aiuto di Guy, sul caso che sta facendo discutere tutta Londra: quello dell’infermiera assalita brutalmente sulla linea ferroviaria di Brighton.
Basato sul vero omicidio, rimasto irrisolto, di Florence Nightingale Shore, questo è il primo romanzo di una serie di avvincenti gialli ambientati nell’Inghilterra degli anni Venti e Trenta, con protagoniste le sei «leggendarie» sorelle Mitford.

Commento:

Ebbene sì, il cognome Fellowes ci dice già qualcosa. L’autrice è infatti la nipote del creatore di Downton Abbey, scrittore anche di Belgravia. Le aspettative, dunque, erano altissime per questa lettura. E devo dire che non mi sono affatto sbagliata: L’assassinio di Florence Nightingale Shore è un bellissimo giallo da comodino, da leggere tutto d’un fiato. La premessa, d’obbligo, è che si tratta di un’opera di fantasia, il vero assassinio di Florence Shore (personaggio realmente esistito, donna uccisa in circostanze misteriose) è rimasto insoluto.

Ho amato moltissimo l’ambientazione dell’Inghilterra del dopoguerra, sullo stile di Downton Abbey (il paragone è inevitabile), più i due personaggi di Guy e Louisa, venuti dal basso e con la voglia di far fortuna.

Ho amato meno la versione italiana di questo romanzo, piena zeppa di refusi (per una casa editrice così grande…), e la visione che viene data della famiglia Mitford, soprattutto Nancy. Snob e frivola all’inverosimile, ma comunque un personaggio ben scritto.

Non vedo l’ora di acquistare il secondo volume della serie, visto che il primo romanzo mi ha fatto compagnia piacevolmente e anche stupito nel finale 😉

Voto alla lettura… 8 e mezzo! Baci, Booklovers e alla prossima!

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Harry Potter e l’Ordine della Fenice, di J.K.Rowling

51zsLIOh1mLBuongiorno, Booklovers!

La mia lettura della saga di Harry Potter continua, nonostante gli intervalli per altri libri e i mille impegni diversi dalla lettura ai quali devo sottostare. Eppure eccomi qui a parlarvi del quinto libro della saga: Harry Potter e l’Ordine della Fenice.

Sinossi:

Il quinto anno a Hogwarts si annuncia carico di sfide difficili. Harry non è mai stato così irrequieto: Lord Voldemort è tornato. Che cosa succederà ora che il Signore Oscuro è di nuovo in pieno possesso dei suoi terrificanti poteri? Al contrario di Silente, il Ministro della Magia sembra non prendere sul serio questa spaventosa minaccia. Toccherà a Harry organizzare la resistenza, con l’aiuto degli amici di sempre e il tumultuoso coraggio dell’adolescenza.

Commento:

Dopo la lettura entusiasmante e dal ritmo incalzante di Harry Potter e il Calice di Fuoco, con il Torneo Tre Maghi e tutte le vicende collegate a esso, ho provato una sorta di “salto” all’indietro nella lettura del quinto libro, come se fino a quel momento fossi andata a 100 km/h e poi avessi rallentato di colpo a 20, quasi fino a fermarmi. Riesco a paragonare Harry Potter e l’Ordine della Fenice a quei frammenti di narrazione in cui tutto si ferma e si comincia a descrivere l’ambientazione, il carattere dei personaggi, gli antefatti necessari per andare avanti e così via: in poche parole è un romanzo necessario per capire il seguito della storia e per gettare le basi per i libri successivi, ma di per sé l’ho sentito come un volume lento all’inverosimile, 800 pagine che ho un po’ faticato a leggere. Probabilmente, in parte, la causa di questa insofferenza è stata la figura di Harry Potter stesso in piena crisi adolescenziale (per fortuna un po’ mitigata nel film) sempre pronto a criticare e attaccare quei poveracci che gli stanno attorno e che si dimostrano suoi amici (da Ron e Hermione, fino ad arrivare a Luna e Neville).

La rappresentazione cinematografica ha inevitabilmente tagliato qualcosa, i dettagli di cui mi sono accorta sono:

-Ron e Hermione prefetti nel libro, nel film non c’è alcun cenno;

-Il Quidditch e il fatto che Ron sia entrato nella squadra;

Cho Chang è la “traditrice” dell’ES nel film, nel libro è la sua amica Marietta.

Aggiungerei che tra i miei personaggi preferiti c’è Luna Lovegood, in questo libro trattata come la peste e bullizzata, messa da parte persino da Harry, Ron e Hermione in un primo momento. Una cattiveria davvero senza senso.

Altro appunto SPOILER: la morte di Sirius la trovo molto “buttata lì”, senza il giusto approfondimento, cavolo… era uno dei protagonisti!

Con questo concludo, dando appena un 6+ a questa lettura, ma ho una grande aspettativa per i successivi volumi. Baci, Booklovers e alle prossime letture!

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Amistad, di Francesca Redeghieri

51LfpI3XZyLBuongiorno,

oggi ecco il mio consueto appuntamento con la collaborazione fra il mio blog e quello di Linda Bertasi. La lettura di oggi è Amistad di Francesca Redeghieri!

«Io ti amo e sarà così per sempre.»

«Io ti amo e sarà così per sempre.»

Si staccò appena da quell’abbraccio e lei con le dita percorse i contorni della sua lorica. Quanto avrebbe voluto non averla addosso per percepire il brivido di quella carezza. Poi il suo sguardo si abbassò su quelle mani piccole e delicate, che avevano in sé una forza impetuosa. Le vide appoggiarsi sulla saetta che, in rilievo, svettava sulla corazza di cuoio.

«Ricordati sempre una cosa: ovunque tu sarai, io sarò con te, e quando vedrai da lontano questo simbolo che sventolerà su di un vessillo, sappi che sarò lì.»

Le loro labbra si unirono di nuovo, lasciando alle lingue il compito infausto di dirsi addio.

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Chiamami col tuo nome, di André Aciman

41oceq7EmNLBuonasera, Booklovers!

Oggi sono qui a parlarvi del romanzo di André Aciman che mi ha fatto innamorare dei suoi protagonisti e appassionare al tema dell’omosessualità nella letteratura: Chiamami col tuo nome.

Trama:

Vent’anni fa, un’estate in Riviera, una di quelle estati che segnano la vita per sempre. Elio ha diciassette anni, e per lui sono appena iniziate le vacanze nella splendida villa di famiglia nel Ponente ligure. Figlio di un professore universitario, musicista sensibile, decisamente colto per la sua età, il ragazzo aspetta come ogni anno «l’ospite dell’estate, l’ennesima scocciatura»: uno studente in arrivo da New York per lavorare alla sua tesi di post dottorato. Ma Oliver, il giovane americano, conquista tutti con la sua bellezza e i modi disinvolti. Anche Elio ne è irretito. I due condividono, oltre alle origini ebraiche, molte passioni: discutono di film, libri, fanno lunghe passeggiate e nuotate. E tra loro nasce un desiderio inesorabile quanto inatteso, vissuto fino in fondo, dalla sofferenza all’estasi.
Chiamami col tuo nome è la storia di un paradiso scoperto e già perduto, una meditazione proustiana sul tempo e sul desiderio, una domanda che resta aperta finché Elio e Oliver si ritroveranno un giorno a confessare a se stessi che «questa cosa che quasi non fu mai ancora ci tenta».

Commento:

Chiamami col tuo nome è un romanzo di formazione poetico, struggente, carnale e vero al tempo stesso. Si tratta della narrazione dell’estate della vita, quella che cambia tutto e porta con sé molte consapevolezze, il passaggio dalla giovinezza all’età adulta che per Elio è coinciso con la scoperta della sua bisessualità. Elio è il figlio di una ricca famiglia ebrea del Nord Italia, che ogni estate ospita uno studente straniero in procinto di pubblicare la sua tesi di master. Oliver è “lo studente dell’estate” di quell’anno e lascerà in Elio un’impronta che si porterà dietro per tutta la vita. Chiamami col tuo nome è più di una storia d’amore, ho apprezzato molto i dubbi di Elio, propri dell’adolescente in crisi, e poi la sua maturazione. L’inizio del romanzo è un po’ lento, ma a circa un terzo della storia scoppia in tutta la sua bellezza e, fino alla fine, non potrete fare a meno di continuare a leggere.

Io avevo visto prima il film di Guadagnino, mea culpa, e la parte finale del libro mi mancava (le ultime 30 pagine nel film non sono presenti). Altra differenza fra libro e film è il viaggio di Elio e Oliver, che nel libro si svolge a Roma, e nel film in un luogo di montagna.

Voto alla lettura, 8 e mezzo! Baci, booklovers, e alla prossima!

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La canzone di Achille, di Madeline Miller

51M3V+ybYALBuonasera, Booklovers!

Ultimamente ho privilegiato, nelle mie letture, il tema dell’omosessualità e ho scoperto due romanzi bellissimi. Comincerò a parlarvi di quello appena terminato, di cui abbiamo discusso durante l’ultimo incontro del Just Bookclub di Messina: La canzone di Achille, di Madeline Miller.

Trama:

Dimenticate Troia, gli scenari di guerra, i duelli, il sangue, la morte. Dimenticate la violenza e le stragi, la crudeltà e l’orrore. E seguite invece il cammino di due giovani, prima amici, poi amanti e infine anche compagni d’armi – due giovani splendidi per gioventù e bellezza, destinati a concludere la loro vita sulla pianura troiana e a rimanere uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna. Madeline Miller, studiosa e docente di antichità classica, rievoca la storia d’amore e di morte di Achille e Patroclo, piegando il ritmo solenne dell’epica alla ricostruzione di una vicenda che ha lasciato scarse ma inconfondibili tracce: un legame tra uomini spogliato da ogni morbosità e restituito alla naturalezza con cui i greci antichi riconobbero e accettarono l’omosessualità. Patroclo muore al posto di Achille, per Achille, e Achille non vuole più vivere senza Patroclo. Sulle mura di Troia si profilano due altissime ombre che oscurano l’ormai usurata vicenda di Elena e Paride.

Commento:

Ho adorato La canzone di Achille.

Mi sono innamorata sia di Patroclo sia di Achille, ho sofferto con loro e ho sperato con loro in un finale diverso, anche se era già segnato.

La trama di questo romanzo parla chiaro: dimenticate la guerra di Troia, questa è la storia d’amore fra due ragazzi. E infatti la parte dell’Iliade, per intenderci, c’è eccome, ma comincia soltanto oltre la metà. Il romanzo inizia molto prima, con un Patroclo bambino e dopo adolescente, che pende dalle labbra del suo migliore amico, il principe di Ftia, metà umano e metà divino: Achille.

Partirei da ciò che ho amato di più di questo romanzo che, ripeto, non è una riscrittura dell’Iliade, ma solo un punto di vista inedito su una storia che tutti conoscono da secoli:

-Patroclo, un personaggio spesso in secondo piano, ma qui vero protagonista: dolce, generoso e considerato da Briseide come “il migliore dei mirmidoni”, non certo in forza ma in altre virtù;

-Odisseo, sempre il più astuto di tutti, lo amo in qualsiasi forma e veste;

-La parte dedicata all’addestramento di Achille da parte di Chirone, abituata a conoscere Achille come un guerriero fatto e finito, mi è piaciuto vederlo imparare ogni cosa;

-Il finale struggente e dolcissimo, da confezione maxi di fazzoletti.

Concludo con cosa avrei cambiato, ossia la quasi totale assenza di combattimento da parte di Patroclo. Per quanto egli non fosse alla pari di Achille o di altri eroi greci come Aiace, Patroclo era un guerriero. E quindi combatteva, eccome. Relegarlo solo nell’accampamento, come guaritore, mi sembra riduttivo.

Ho poi detestato i personaggi di Teti e di Pirro, ma ciò non lo inserirei tra le cose negative del romanzo. Anzi, se un autore ti fa odiare un personaggio, l’ha costruito davvero bene.

Voto alla lettura…8 e mezzo! Baci, Booklovers, e alla prossima!

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Review Party per “Figli delle stelle” di E. Pigozzi

51vg869hthlSolo il cielo scuro sopra di noi, e le stelle che sbucano dalle nubi.

Eppure il cielo è come se fosse nei suoi occhi.

Per la prima volta, il cielo è dentro di me.

 

Ciao a tutti, Booklovers!

Oggi ho l’onore di partecipare al Review Party dell’ultimo romanzo di Emily Pigozzi, amica e beta reader preziosa. Sto parlando di Figli delle stelle, un titolo che è più di una canzone, è uno stile di vita.

Sinossi:

«Non dirmi che non ti va di giocare.»

«No. Non così. Io…» Giò fa per divincolarsi. È spaventata, lo vedo dal tremore leggero delle labbra, dal tono della sua voce.

E una parte di me grida, vorrebbe sapere che cosa la spaventa tanto, perché ha così paura. Ma un’altra, l’altra parte, impazzisce dal desiderio nel vederla così vulnerabile. Potrebbe essere chiunque, ma adesso siamo insieme, lontani dal mondo. E lei è in mio potere. Completamente mia. Rafael Venturi vive per correre. La velocità è nel suo dna, scritta nelle stelle fin dalla sua nascita. Figlio di un campione del mondo di Formula uno prematuramente scomparso, per lui la vita è una gara, una sfida con i suoi demoni e l’impulso continuo a scattare a trecento all’ora senza voltarsi indietro, fino al traguardo. Finché un brutto incidente in pista lo costringe a rallentare e a mettersi in discussione. E una notte, in fuga, salva un ragazzino che fa l’autostop da un’aggressione. Solo che non si tratta di un ragazzino, ma di una misteriosa ragazza dall’aspetto di elfo e dal piccolo corpo nervoso e sensuale. Gioia, detta Giò perché come gli confessa con ironia la gioia non la riguarda, e Rafael si imbarcheranno in un esaltante viaggio on the road alla scoperta delle loro paure, senza regole se non quella di un’attrazione impossibile da dominare. Ma chi è davvero Giò? Da cosa sta scappando? E la passione sarà la chiave giusta per vincere davvero?

Ogni viaggio nasconde un segreto. Una vittoria. Un amore da conquistare.

Commento:

Due anime in viaggio. Sia sull’asfalto, sia nella vita.

Rafael Venturi ha un’ombra voluminosa alle spalle, quella del padre, il famoso pilota Alessandro Venturi, morto durante una gara quando Rafael era ancora un bambino. Lui ci prova a essere come il grande Alessandro Venturi, a renderlo orgoglioso, ovunque sia adesso, ma un infortunio e la morte di un collega mettono in gioco ogni cosa.

Gioia, detta Giò, è una sopravvissuta. In ogni senso possibile. E la “gioia” ha davvero poco a che fare con la sua vita.

Macina chilometri su chilometri per allontanarsi da chissà cosa, dorme dove capita e scappa soprattutto da se stessa. È abituata a fare l’autostop e, durante una notte fortunata, fa un incontro particolare all’autogrill. Peccato che lei non segua la Formula Uno e non abbia la minima idea di chi sia Rafael Venturi…

Rafael e Giò sono due anime perse nel firmamento, vagano alla ricerca di un appiglio sicuro, e forse lo trovano l’uno nell’altra. Il viaggio in auto che compiono è sia fisico che metafisico, un tour di Italia e Spagna che è anche un’esplorazione dentro se stessi, analizzando le paure che li rendono invalidi nella vita. Giò ha perso nel sangue tutto ciò che aveva, Rafael inizia a sentire il peso della fama e di un’esistenza vuota, patinata ma cava all’interno. Forse scoprire qualche dettaglio in più sulla tragica morte del padre, potrà aiutarlo a capire cosa vuole davvero per il futuro.

Giò rientrerà in questo progetto o è solo una nuvola di passaggio?

Ho adorato soprattutto la protagonista femminile, fragile e forte al tempo stesso, e l’ambientazione da road movie, che ha quel tocco di magia che cattura sempre.

Contornato dallo stile di Emily Pigozzi, carico di profondità e flussi di coscienza, Figli delle stelle è una chicca poetica, passionale e romantica. La storia di due anime che si conoscono, pur non conoscendo nulla dell’altra. Da leggere.

Voto al libro…8!

Baci, Booklovers, e alle prossime letture!

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