Come due stelle, di Emily Pigozzi

41coYgK3KvLBuongiorno, booklovers!

Oggi sono qui per segnalarvi una “chicca” deliziosa, un racconto fresco e appassionante che consiglio a chi ha già letto Figli delle stelle di Emily Pigozzi, ossia Come due stelle.

Trama:

Lui mi bacia, finalmente. Io lo bacio.
Così forte, con passione pura, come mai ero stata baciata prima di adesso.
Un qualcosa che ridefinisce il concetto di bacio, qualcosa che somiglia a un terremoto, un evento atmosferico distruttivo.
Questo è l’effetto che mi fa Alessandro.
Le nostre bocche si schiudono, le lingue saggiano il sapore l’uno dell’altra, senza ragione se non quella di desiderarsi.
E senza nessuna intenzione di smettere.
Aida ha solo sedici anni, un corpo perfetto, un sorriso da urlo e le idee chiare.
Vuole diventare famosa, avere successo, scappare via dalla sua famiglia indifferente.
Alessandro ne ha ventuno e un grande obiettivo: diventare un campione di Formula Uno.
Una sola regola per entrambi: nessuno spazio per i sentimenti.
Non c’è tempo per innamorarsi.
Fino a che non si trovano a vivere sotto lo stesso tetto…

Commento:

Si tratta di un racconto spoiler free, un prequel del romanzo Figli delle stelle che può essere letto a parte, ma che consiglio dopo la lettura del libro principale, per poter meglio apprezzare i vari personaggi. Aida è una ragazza con le idee chiare, avevo alcuni pregiudizi su di lei dalla lettura di Figli delle stelle, ma devo dire che nella versione adolescente è molto più simpatica e dolce. Alessandro, beh, l’ho trovato un po’ come la matrice di Rafael: coraggioso, passionale, gentile e sognatore. Ora capisco meglio cosa l’uno ha visto nell’altra, la voglia di vivere e di farcela nonostante tutto, elementi che entrambi hanno dato in eredità al figlio Rafael.

Una chicca primaverile per trascorrere un’ora incollati al Kindle.

Voto al racconto, 7+! Baci, Booklovers, e alla prossima!

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Harry Potter e il Principe Mezzosangue, di J.K. Rowling

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Oggi, in occasione della Giornata Mondiale del Libro, posto la recensione del penultimo romanzo della serie di Harry Potter, una piacevole risalita dopo l’Ordine della Fenice che, come forse ricorderete, non mi era piaciuto particolarmente.

Sinossi:

È il sesto anno a Hogwarts e per Harry niente è più come prima. L’ultimo legame con la sua famiglia è troncato, perfino la scuola non è la dimora accogliente di un tempo. Voldemort ha radunato le sue forze e nessuno può più negare il suo ritorno. Nel clima di crescente paura e sconforto che lo circonda, Harry capisce che è arrivato il momento di affrontare il suo destino. L’ultimo atto si avvicina, sarà all’altezza di questa sfida fatale?

Commento:

Il Principe Mezzosangue si classifica, al momento, al secondo posto della mia personale lista dei libri di Harry Potter, subito dopo Il Calice di Fuoco. Avevo appena finito L’Ordine della Fenice, che mi era sembrato lungo 5059894040 pagine per quanto era lento, e il cambiamento si è sentito, eccome. Il Principe Mezzosangue ha un ritmo molto più veloce ed è pregno di avvenimenti, dai maldestri tentativi di Malfoy per avvelenare Silente, ai sospetti su chi sia davvero questo “principe mezzosangue”, per poi passare attraverso i vari sconvolgimenti amorosi dei protagonisti, finalmente aggiungerei!

Ho trovato appassionante soprattutto la parte dei “racconti di Silente” in cui si spiega bene chi era Voldemort un tempo, parte che non esiste (o perlomeno è molto ridotta) nei film. Anche la scena finale del funerale di Silente è stata davvero profonda e ha rappresentato un passaggio di testimone verso l’ultimo, diversissimo, romanzo della serie, che ho già cominciato e non vedo l’ora di finire: I Doni della Morte.

Una piccola parentesi la faccio sul personaggio di Harry Potter, per fortuna ha perso il piglio insopportabile che lo contraddistingueva nell’Ordine della Fenice, in cui sembrava in piena crisi adolescenziale concentrata a mille. Menomale!

Voto al romanzo…7 e mezzo! Baci, Booklovers, e alle prossime letture!

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Un intero attimo di beatitudine, di Chiara Parenti

41ElxTdVleLBuon pomeriggio,

in questa giornata primaverile sono qui a parlarvi di un romanzo Young Adult dolcissimo e toccante, nato dalla penna di Chiara Parenti: Un intero attimo di beatitudine.

Sinossi:

Arianna Brandi non è certo una ragazza che passa inosservata: capelli rossi come il fuoco e occhi pieni di rabbia. La rabbia di chi ha già perso tutte le cose che contano davvero: la famiglia, l’innocenza, la voglia di credere nel futuro. Infatti, da quando il padre se n’è andato, sparito nel nulla senza lasciare traccia, la vita di Arianna non è stata più la stessa. Qualcosa si è spezzato, e lei ha cercato rifugio nelle compagnie sbagliate, tra alcol, feste e notti infinite. Le cose cambiano il giorno in cui Arianna viene bocciata e la madre la costringe a lavorare nel bar di un piccolo paese alle porte di Siena. Per Arianna quello è l’inferno, l’estate peggiore che possa immaginare. Almeno fino al momento in cui incontra Daniel. Lui è tutto ciò che Arianna non è: timido, riservato, serio. Se ne sta seduto in un angolo del bar con una vecchia macchina fotografica tra le mani, sempre solo. Tra i due l’amore scoppia come una scintilla inaspettata, sorprendente. Lui la trascina nel suo universo misterioso, lei trova il modo di ricucire i pezzi della propria vita. Daniel sembra essersi materializzato dal nulla per salvarla, per portarla via sul suo cavallo bianco come un cavaliere dall’armatura scintillante. Eppure Arianna non sa che il ragazzo che le ha rubato il cuore nasconde un segreto. E che, forse, sarà lei a salvare lui. Dalla penna di un’autrice straordinaria, una storia romantica e indimenticabile sull’amore e sulle seconde possibilità. Quelle che la vita ci regala, sempre e comunque.

Commento:

Un intero attimo di beatitudine è uno di quei romanzi che vanno ingeriti e metabolizzati prima di divenire oggetto di recensione. Lascia il segno, per così dire.

Se l’impressione sia positiva o negativa, è una questione del tutto soggettiva, ma ciò che è innegabile è che, terminata l’ultima pagina, non si riesca facilmente a lasciar andare Arianna e Daniel.

Io ho fatto l’imperdonabile errore di concludere la lettura in piena notte, tant’è che non riuscivo più a prendere sonno, dopo!

Arianna è pura adrenalina, non la classica eroina da romanzo Young Adult, qui sta il bello. Ma un personaggio che si comprende col tempo. All’inizio si vedono solo la sua aria da bulletta e l’arroganza della gioventù, ma pagina dopo pagina si sfoglia come una cipolla, lasciando intravedere il cuore sofferente di un’anima fragile, che per difendersi sa solo graffiare.

Daniel è pura poesia. A differenza di Arianna, Daniel si ama sin da subito.

Si capisce presto che c’è qualcosa che nasconde, lo avevo intuito dalle prime pagine, ma nonostante questo dettaglio sia palese, mi ha stupito la dolcezza e la profondità sprigionate da questo ragazzo.

Arianna e Daniel assieme sono una musica bellissima.

Una menzione a parte meritano i personaggi secondari, soprattutto Carlito (buffo e saggio). Sono convinta che il talento di un autore si veda anche dal modo in cui gestisce le sottotrame. E qui il livello è altissimo.

Non posso svelare nulla sulla conclusione della storia perché, incredibilmente, mi ha stupito. Ciò che immaginavo all’inizio non si è concretizzato, e ciò che ho letto verso la fine mi ha lasciato un po’ di amaro in bocca. Dopo una lettura toccante e appassionante mi aspettavo un finale diverso, non vi dico quale, ma diverso. Sarà perché io non sono una fan estrema dell’angst, ma speravo in una gamma possibile di altri finali alternativi, parere del tutto soggettivo.

La scrittura di Chiara Parenti è, come al solito, pulita, diretta, divertente in alcuni tratti, lirica in altri. I dialoghi catturano, le descrizioni emozionano per la loro vividezza, nitide come le fotografie scattate da Daniel.

Un intero attimo di beatitudine è una chicca da leggere in questo periodo primaverile, per assaporare la primavera della vita e la voglia struggente di vita.

Voto alla lettura 7+! Baci, Booklovers e alla prossima!

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Le sette morti di Evelyn Hardcastle, di Stuart Turton

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Siete pronti a perdervi nell’enigma di Blackheath, una tenuta da incubo in cui si consuma un efferato delitto? Riuscirà Aiden a risolvere il giallo de Le sette morti di Evelyn Hardcastle?

Sinossi:

Blackheath House è una maestosa residenza di campagna cinta da migliaia di acri di foresta, una tenuta enorme che, nelle sue sale dagli stucchi sbrecciati dal tempo, è pronta ad accogliere gli invitati al ballo in maschera indetto da Lord Peter e Lady Helena Hardcastle. Gli ospiti sono membri dell’alta società, ufficiali, banchieri, medici ai quali è ben nota la tenuta degli Hardcastle. Diciannove anni prima erano tutti presenti al ricevimento in cui un tragico evento – la morte del giovane Thomas Hardcastle – ha segnato la storia della famiglia e della loro residenza, condannando entrambe a un inesorabile declino. Ora sono accorsi attratti dalla singolare circostanza di ritrovarsi di nuovo insieme, dalle sorprese promesse da Lord Peter per la serata, dai costumi bizzarri da indossare, dai fuochi d’artificio. Alle undici della sera, tuttavia, la morte torna a gettare i suoi dadi a Blackheath House. Nell’attimo in cui esplodono nell’aria i preannunciati fuochi d’artificio, Evelyn, la giovane e bella figlia di Lord Peter e Lady Helena, scivola lentamente nell’acqua del laghetto che orna il giardino antistante la casa. Morta, per un colpo di pistola al ventre. Un tragico decesso che non pone fine alle crudeli sorprese della festa. L’invito al ballo si rivela un gioco spietato, una trappola inaspettata per i convenuti a Blackheath House e per uno di loro in particolare: Aiden Bishop. Evelyn Hardcastle non morirà, infatti, una volta sola. Finché Aiden non risolverà il mistero della sua morte, la scena della caduta nell’acqua si ripeterà, incessantemente, giorno dopo giorno. E ogni volta si concluderà con il fatidico colpo di pistola. La sola via per porre fine a questo tragico gioco è identificare l’assassino. Ma, al sorgere di ogni nuovo giorno, Aiden si sveglia nel corpo di un ospite differente. E qualcuno è determinato a impedirgli di fuggire da Blackheath House…

Commento:

Non avete mai letto nulla del genere, ne sono certa.

Le sette morti di Evelyn Hardcastle è un romanzo difficile da definire, un po’ cluedo, un po’ Downton Abbey, un po’ disturbante come Black Mirror. Aiden Bishop per uscire dalla trappola di Blackheath deve risolvere l’enigma della morte di Evelyn Hardcastle, che si ripeterà ogni sera alle undici per otto giorni. Se Aiden non riuscirà nell’intento, gli verrà cancellata la memoria ancora una volta e ripartirà dall’inizio, in un ciclo infinito. Un romanzo disturbante e appassionante, da divorare fino all’ultima pagina. Ma andiamo al succo, analizziamo vari punti:

  • La componente di giallo. Io non avevo capito un tubo fino alla fine, si tratta di un mistery ben congegnato, la cui soluzione non mi ha delusa, affatto.
  • La componente di fantascienza e distopia. Sembra un puzzle costruito come il peggiore degli incubi, ambientato in una sorta di realtà parallela, non saprei spiegarlo.
  • La componente narrativa. Trama orchestrata benissimo, un po’ confusionaria a tratti, ma è ovvio quando ci sono così tanti punti di vista.

L’unico appunto che mi sento di fare è su alcune incongruenze, ma perdonabili all’interno di un intreccio così vasto.

Voto alla lettura… 9 e mezzo! Super consigliato! Baci, booklovers, e alle prossime letture.

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L’assassinio di Florence Nightingale Shore, di Jessica Fellowes

51f1HSF+8iLBuonasera, Booklovers!

Torno al genere giallo con un romanzo di ambientazione storica sullo stile di Agatha Christie. Sto parlando del primo volume della serie de I delitti Mitford, ossia L’assassinio di Florence Nightingale Shore, di Jessica Fellowes.

Trama:

Il 12 gennaio 1920 l’infermiera Florence Nightingale Shore arriva a Victoria Station nel primo pomeriggio, in taxi, un lusso che ritiene di meritare a un passo dalla pensione e dopo una vita di sacrifici. Il mezzo di trasporto si intona, infatti, alla sua pelliccia nuova, regalo che si è concessa per il compleanno e che ha indossato per la prima volta solo il giorno precedente. Dopo aver acquistato un biglietto di terza classe per Warrior Square, Florence Nightingale Shore si accomoda nell’ultimo vagone, dove attende che il treno si metta in movimento. Poco prima della partenza nel suo scompartimento entra un uomo con un completo di tweed marrone chiaro e un cappello. È l’ultima volta che qualcuno la vedrà viva.
Il giorno stesso, sulla medesima tratta, la diciottenne Louisa Cannon salta giù da un treno in corsa per sfuggire all’opprimente e pericoloso zio, che vorrebbe sanare i propri debiti «offrendo» la nipote a uomini di dubbia reputazione. A soccorrerla è un agente della polizia ferroviaria, Guy Sullivan, un ragazzo alto e allampanato, gli incisivi distanti e gli occhiali spessi e tondi che gli scivolavano sempre sul naso. Affascinato dalla determinazione della giovane, Guy si offre di aiutarla a raggiungere Asthall Manor, nella campagna dell’Oxfordshire, dove la ragazza deve sostenere un colloquio di lavoro come cameriera addetta alla nursery presso la prestigiosa famiglia Mitford.
Louisa riesce a farsi assumere, divenendo istitutrice, chaperon e confidente delle sei sorelle Mitford, specialmente della sedicenne Nancy, una giovane donna intelligente e curiosa con un talento particolare per le storie, talento che le permetterà poi di essere una delle più sofisticate e brillanti scrittrici britanniche del Novecento.
Sarà proprio la curiosità di Nancy a spingerla a indagare, con l’aiuto di Guy, sul caso che sta facendo discutere tutta Londra: quello dell’infermiera assalita brutalmente sulla linea ferroviaria di Brighton.
Basato sul vero omicidio, rimasto irrisolto, di Florence Nightingale Shore, questo è il primo romanzo di una serie di avvincenti gialli ambientati nell’Inghilterra degli anni Venti e Trenta, con protagoniste le sei «leggendarie» sorelle Mitford.

Commento:

Ebbene sì, il cognome Fellowes ci dice già qualcosa. L’autrice è infatti la nipote del creatore di Downton Abbey, scrittore anche di Belgravia. Le aspettative, dunque, erano altissime per questa lettura. E devo dire che non mi sono affatto sbagliata: L’assassinio di Florence Nightingale Shore è un bellissimo giallo da comodino, da leggere tutto d’un fiato. La premessa, d’obbligo, è che si tratta di un’opera di fantasia, il vero assassinio di Florence Shore (personaggio realmente esistito, donna uccisa in circostanze misteriose) è rimasto insoluto.

Ho amato moltissimo l’ambientazione dell’Inghilterra del dopoguerra, sullo stile di Downton Abbey (il paragone è inevitabile), più i due personaggi di Guy e Louisa, venuti dal basso e con la voglia di far fortuna.

Ho amato meno la versione italiana di questo romanzo, piena zeppa di refusi (per una casa editrice così grande…), e la visione che viene data della famiglia Mitford, soprattutto Nancy. Snob e frivola all’inverosimile, ma comunque un personaggio ben scritto.

Non vedo l’ora di acquistare il secondo volume della serie, visto che il primo romanzo mi ha fatto compagnia piacevolmente e anche stupito nel finale 😉

Voto alla lettura… 8 e mezzo! Baci, Booklovers e alla prossima!

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Harry Potter e l’Ordine della Fenice, di J.K.Rowling

51zsLIOh1mLBuongiorno, Booklovers!

La mia lettura della saga di Harry Potter continua, nonostante gli intervalli per altri libri e i mille impegni diversi dalla lettura ai quali devo sottostare. Eppure eccomi qui a parlarvi del quinto libro della saga: Harry Potter e l’Ordine della Fenice.

Sinossi:

Il quinto anno a Hogwarts si annuncia carico di sfide difficili. Harry non è mai stato così irrequieto: Lord Voldemort è tornato. Che cosa succederà ora che il Signore Oscuro è di nuovo in pieno possesso dei suoi terrificanti poteri? Al contrario di Silente, il Ministro della Magia sembra non prendere sul serio questa spaventosa minaccia. Toccherà a Harry organizzare la resistenza, con l’aiuto degli amici di sempre e il tumultuoso coraggio dell’adolescenza.

Commento:

Dopo la lettura entusiasmante e dal ritmo incalzante di Harry Potter e il Calice di Fuoco, con il Torneo Tre Maghi e tutte le vicende collegate a esso, ho provato una sorta di “salto” all’indietro nella lettura del quinto libro, come se fino a quel momento fossi andata a 100 km/h e poi avessi rallentato di colpo a 20, quasi fino a fermarmi. Riesco a paragonare Harry Potter e l’Ordine della Fenice a quei frammenti di narrazione in cui tutto si ferma e si comincia a descrivere l’ambientazione, il carattere dei personaggi, gli antefatti necessari per andare avanti e così via: in poche parole è un romanzo necessario per capire il seguito della storia e per gettare le basi per i libri successivi, ma di per sé l’ho sentito come un volume lento all’inverosimile, 800 pagine che ho un po’ faticato a leggere. Probabilmente, in parte, la causa di questa insofferenza è stata la figura di Harry Potter stesso in piena crisi adolescenziale (per fortuna un po’ mitigata nel film) sempre pronto a criticare e attaccare quei poveracci che gli stanno attorno e che si dimostrano suoi amici (da Ron e Hermione, fino ad arrivare a Luna e Neville).

La rappresentazione cinematografica ha inevitabilmente tagliato qualcosa, i dettagli di cui mi sono accorta sono:

-Ron e Hermione prefetti nel libro, nel film non c’è alcun cenno;

-Il Quidditch e il fatto che Ron sia entrato nella squadra;

Cho Chang è la “traditrice” dell’ES nel film, nel libro è la sua amica Marietta.

Aggiungerei che tra i miei personaggi preferiti c’è Luna Lovegood, in questo libro trattata come la peste e bullizzata, messa da parte persino da Harry, Ron e Hermione in un primo momento. Una cattiveria davvero senza senso.

Altro appunto SPOILER: la morte di Sirius la trovo molto “buttata lì”, senza il giusto approfondimento, cavolo… era uno dei protagonisti!

Con questo concludo, dando appena un 6+ a questa lettura, ma ho una grande aspettativa per i successivi volumi. Baci, Booklovers e alle prossime letture!

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Amistad, di Francesca Redeghieri

51LfpI3XZyLBuongiorno,

oggi ecco il mio consueto appuntamento con la collaborazione fra il mio blog e quello di Linda Bertasi. La lettura di oggi è Amistad di Francesca Redeghieri!

«Io ti amo e sarà così per sempre.»

«Io ti amo e sarà così per sempre.»

Si staccò appena da quell’abbraccio e lei con le dita percorse i contorni della sua lorica. Quanto avrebbe voluto non averla addosso per percepire il brivido di quella carezza. Poi il suo sguardo si abbassò su quelle mani piccole e delicate, che avevano in sé una forza impetuosa. Le vide appoggiarsi sulla saetta che, in rilievo, svettava sulla corazza di cuoio.

«Ricordati sempre una cosa: ovunque tu sarai, io sarò con te, e quando vedrai da lontano questo simbolo che sventolerà su di un vessillo, sappi che sarò lì.»

Le loro labbra si unirono di nuovo, lasciando alle lingue il compito infausto di dirsi addio.

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